E’ stato il primo vino rosato italiano ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia. Anno di grazia 1943. Novanta per cento di Negroamaro, dieci per cento di Malvasia Nera. Nel nome l’eco di una contrada nel feudo di Salice Salentino, “Cinque Rose” appunto, ma anche quella tradizione quasi leggenda legata al fatto che per intere generazioni ogni Leone de Castris ha avuto cinque figli. Fu sul finire dell’ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano sì, ma dal nome rigorosamente americano. Così nacque il Five Roses. Che nella particolarissima versione del 60° Anniversario annata 2003 è stato premiato a Roma da Bibenda&Duemilavini A.I.S. con l’Oscar 2005, quale miglior vino rosato italiano; mentre la versione 63° Anniversario annata 2006 è stato premiato con le Tre Rose (equivalente ai Tre Bicchieri) dal Gambero Rosso. Quello premiato, rispetto al Five Roses tradizionale, è diverso sia per gusto che per posizionamento di mercato. Con il suo ottanta per cento di negroamaro (a fronte del novanta che di solito lo contraddistingue) e venti per cento di malvasia (a fronte del dieci). Prodotto particolare, nato per festeggiare nel ‘93 i 50 anni di vita, e la scelta di utilizzare proprio per questo i vigneti più vecchi della tenuta. Un prodotto, come lo descrive Piernicola Leone de Castris, “ancora più complesso, con una gradazione alcolica più alta” e come canale di distribuzione riservato alla ristorazione ed alle enoteche.
Nasce “Cinque Rose di Negroamaro”Romanzo da Bere sulla storia del “Five Roses” di Leone de Castris.
Il romanzo racconta la nascita della storica etichetta dell'azienda agricola Leone de Castris, il famoso "Five Roses".
Un libro stampato in centomila copie, che sarà omaggiato agli appassionati del Five Roses.
Una storia, avvincente, in cui un imprenditore di tempra eccezionale, l’Avv. Piero, nonno dell’attuale proprietario, riesce a volgere a proprio vantaggio le innumerevoli e spaventose difficoltà di produrre vino di qualità, a cavallo di una delle pagine più sanguinose della storia d’Italia, l’Armistizio dell’ 8 settembre. Nella Puglia occupata della fine del ‘43, tra, bombardamenti, Generali onnipotenti e Borsa Nera, l’eroe della storia riesce a produrre un vino eccellente e innovativo per una nuova generazione di consumatori, ponendo le basi per l’espansione delle esportazioni in tempo di pace. La storia, che arriva fino ad oggi attraverso tre generazioni, si svolge come un Romanzo da Bere che tiene desta l’attenzione del lettore, raccontando di vigne e vini.
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